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BLOB
Blob, di tutto di più, nato nel 1989 da un'idea di Enrico Ghezzi e Marco Giusti, è  considerato uno dei programmi più originali della televisione italiana, che per primo ha assimilato e portato all'estrema conseguenza il linguaggio della pubblicità facendone un puro linguaggio televisivo.

Blob è uno dei prodotti della fertilissima era "Guglielmi". Non fu una novità assoluta ma, come spesso accade in televisione, un buon rimescolamento di vecchie intuizioni: Raitre, infatti, mandava già in onda Schegge, un programma che giocava sulla citazione o sul materiale pubblicitario montato in modo nuovo.

Ghezzi e Giusti pensarono di realizzare un programma con materiale proveniente non solo da citazioni televisive o da telegiornali, ma da tutta la televisione del giorno prima. In Blob, infatti, c'è tutta la giornata televisiva messa insieme attraverso associazioni bizzarre, cattive, ironiche, eseguendo un montaggio della tv secondo una logica demistificante.
"Un collage di frammenti - il frammento si sa è ormai la vera unità di misura della video visione - ripercorre la giornata televisiva all'insegna di papere, disturbi, errori dichiarazioni folgoranti, vuoti, lapsus, distonie...Blob è una specie di rubrica critica della televisione fatta di solo immagini... Il punto di vista critico non viene esplicitato, spiegato, ma in qualche modo sollecitato da un taglio ironico, dall'esibizione di alcune incongruenze dell'apparato, dal montaggio di immagini che, decontestualizzate, assumono nuovi sensi e nuove significazioni" (A. Grasso, ETG Enciclopedia della Televisione, Garzanti, 1996).

Blob confonde quindi linguaggi e generi; diventa una guida, una sorta di telegiornale alternativo, per leggere, attraverso i suoi accostamenti azzardati, quello che sta succedendo. Divenendo esso stesso linguaggio televisivo, Blob rappresenta l'incarnazione televisiva dello zapping pubblicitario e del montaggio personale con il telecomando e dimostra che la televisione è puro flusso televisivo.

Blob segna la fine dell'era della paleotelevisione. La televisione non è più un'ordinata sequenza di programmi e anche all'interno dello stesso programma sono stravolti tutti i canoni televisivi: niente conduttore, niente voce off, niente inquadramento tematico, niente sigla, anzi la sigla stessa è uno spezzone del film The Blob, il fluido mortale di Irvin Yeaworth.

Blob ha istituzionalizzato nella neotelevisione le pratiche metatelevisive - la televisione che parla di televisione - e quest'elemento ormai lo ritroviamo nella maggior parte dei programmi, a partire dall'intrattenimento fino all'informazione per arrivare a trasmissioni che ne hanno fatto il loro nucleo tematico principale.

Contaminazione dei linguaggi: Blob (1989)
Glossario
VOCE OFF - La voce off è la voce fuori campo di commento alle immagini
ZAPPING - Il termine zapping deriva dal verbo inglese onomatopeico to zap usato per indicare l'uccisione degli insetti con l'insetticida. Nel linguaggio televisivo, indica il frenetico cambio di canale effettuato dallo spettatore con il telecomando durante gli spazi pubblicitari.
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