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L'EVOLUZIONE DELLA PROGRAMMAZIONE TELEVISIVA
La programmazione è sempre esistita da quando esiste la televisione, ma è solo dall'inizio della concorrenza tra la Rai e Mediaset che le tecniche di palinsesto hanno fatto la loro comparsa.
Nel 1954, nell'unico canale esistente il Programma Nazionale le trasmissioni televisive andavano in onda fino alle 17.30, eccezionalmente le 19.30, e dopo una pausa, riprendevano alle 20.45 fino alle 23.00, salvo quattro ore in più la domenica. Oggi tutti i canali trasmettono 24 ore al giorno per tutti i giorni della settimana.
La vecchia televisione cominciò a programmare un determinato genere sempre nello stesso spazio per creare un'abitudine di ascolto: il quiz andava in onda il giovedì, la prosa il venerdì, il varietà il sabato. Era l'ascoltatore ad adattarsi a ciò che la televisione proponeva e di logiche di palinsesto o controprogrammazione non se ne parlava neanche. La logica pedagogica della televisione del tempo imponeva di non togliere spazio alla vita tradizionale familiare, tant'è vero che i programmi chiudevano rigorosamente alle 23.30 per evitare stravizi notturni.
Qualcosa cambiò agli inizi degli anni Sessanta, quando nacque il Secondo Programma. Si cominciò ad utilizzare la programmazione per massimizzare l'ascolto con una logica più aziendale, cioè alternando tra i due canali intrattenimento ed informazione: quando sul Primo c'era un appuntamento per il grosso pubblico, sul Secondo si proponevano programmi più informativi e viceversa.
Intanto, nel 1957, la pubblicità entrava nella programmazione televisiva, seppure in contenitori specifici come Carosello, seguito poi da Tic Tac o Arcobaleno. A metà degli anni Settanta, con la nascita delle televisioni commerciali nazionali, la pubblicità entrò definitivamente a far parte del palinsesto televisivo, replicando gli spot nelle diverse fasce orarie, fino ad arrivare poi alle attuali forme di sponsorizzazione e telepromozione.
Con le tv commerciali inoltre cominciarono a confluire nel nostro paese pacchetti di telefilm americani, che inseriti in un palinsesto coerente ebbero un grosso successo ed abituarono anche il telespettatore italiano alla serialità, all'appuntamento fisso, creando un nocciolo duro di teleutenti su cui le emittenti potevano contare per vendere i propri spazi.
A seguito della competitività tra le reti pubbliche e le tv commerciali, si affermò la tendenza allo studio della collocazione "strategica" dei programmi, una delle caratteristiche che più fortemente hanno marcato la neotelevisione.
Tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli Ottanta nacquero i primi contenitori, l'informazione si spettacolarizzò, anche se, per quanto la rottura dei generi fosse avviata, il palinsesto non era ancora libero da vincoli tradizionali. Se si cominciava ad innovare lo si faceva con formule interne ai programmi (pensiamo a Odeon, o a l'Altra Domenica). Intanto, nel 1975, venne istituita la Terza Rete, che sotto la direzione di Angelo Guglielmi diede una spinta effettiva al cambiamento verso la nuova maniera di fare televisione.

Nasce la rubrica di pubblicità della prima rete (2 feb. 1957 - 1 gen. 1977, tutti i giorni ore 20.50)
Il 14 dic. 1957 si inaugura il cptv di Roma con il Musichiere, programma di varietà condotto da M. Riva
Settimanale di informazione sui programma radiofonici e televisivi fondato nel 1923
Nasce la rubrica di pubblicità della prima rete: Carosello
Il 14 dic. 1957 inizia il Musichiere.
CONTENITORE - Il contenitore è la formula televisiva adottata dai programmi di una certa durata che mettono insieme diversi generi (interviste, documentari, giochi, ecc.) tenuti insieme dal conduttore. Il primo programma contenitore è Domenica In, in onda dal 1976.
Mina 1959
FASCIA ORARIA - La fascia oraria rappresenta l'unità temporale della programmazione televisiva quotidiana. La principali fasce orarie sono tre: day-time (dalla mattina fino alle 18), prime-time (la fascia di massimo ascolto di prima serata, dalle 20.30 22.30) e la night-time (la fascia notturna). La logica alla base della programmazione a fasce, introdotta dai network statunitensi negli anni Cinquanta e Sessanta, è quella di fare in modo che gli spettatori a cui sono destinati i programmi (target) possano effettivamente "consumare" i programmi.
SERIALITA' - Con il termine serialità si intende la reiterazione dei programmi televisivi all'interno del palinsesto.
SPONSORIZZAZIONE - La sponsorizzazione è la forma di finanziamento delle emittenti televisive mediante gli investimenti degli inserzionisti che comprano spazi pubblicitari.
SPOT - Lo spot è un breve filmato con o senza struttura narrativa che ha lo scopo di trasmettere un messaggio non necessariamente pubblicitario (si pensi agli spot elettorali, di informazione, o alle campagne sociali). Il linguaggio degli spot pubblicitari si è arricchito tanto da individuare generi e formule diverse (la dimostrazione, il ricorso a testimonial, la rappresentazione della vita quotidiana o stili di vita).
TELEPROMOZIONE - La telepromozione consiste in una forma pubblicitaria alternativa allo spot, che propone benefici ulteriori attraverso concorsi, raccolta punti, omaggi ecc.
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