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IL GENERE TELEVISIVO
Uno dei fenomeni che ha segnato macroscopicamente la neotelevisione è stato sicuramente la commistione dei generi televisivi; ma innanzitutto cerchiamo di chiarire il significato della parola genere.
Il termine genere è preso in prestito dalla letteratura ed identifica il contenuto del programma. Esso, infatti,  può essere considerato come la categoria stilistica in base alla quale si individuano e si classificano le varie tipologie di programmi televisivi considerandone il contenuto e la forma. Un genere è quindi un modo di comunicazione culturalmente stabilito, riconoscibile e funzionante all'interno di determinate comunità sociali. Considerare i testi televisivi dal punto di vista del genere significa, perciò, cercare di ricostruire l'insieme dei tratti distintivi che caratterizzano i messaggi.
Il genere si struttura attorno alle sue regolarità (genre-sensitive-regularities)1 cioè l'insieme delle uniformità, che pur non essendo regole costitutive del genere stesso, sono comunque associate al suo funzionamento comunicativo. Sistemi di attese, abitudini di ascolto, rilevanza attribuita al programma, criteri di programmazione sono alcune delle regolarità legate al genere. Il genere è insomma, l'insieme di regole istituzionalizzate, codificate, rese riconoscibili dalla competenza comunicativa dei destinatari.
Ad esempio, si è soliti ricondurre al genere dell'intrattenimento, programmi di varietà, quiz e fiction.
La comunicazione televisiva trova parte della sua intelligibilità proprio nelle regolarità di genere; più l'ascoltatore è socializzato con il mezzo, meno sono gli elementi necessari per riconoscere un genere. Così non solo è possibile da parte dello spettatore riconoscere immediatamente come tali un film western o un poliziesco (sottogeneri), ma è altresì possibile fare previsioni o ricostruire passaggi che il testo salta. "Lo spettatore è capace, al di là dell'esposizione al testo superficiale, di cogliere una struttura più profonda, frutto di regole che hanno dato origine a questo come ad altri testi dello stesso genere"2.
Il genere occupa una posizione privilegiata in ogni tipo di processo comunicativo, fornendo la chiave di lettura con cui decifrare un certo comportamento e riferirlo ad un certo universo di senso 3.
Uno dei fattori che più direttamente comunica l'appartenenza ad un genere è la collocazione in palinsesto; per alcuni programmi, essa istituzionalizza precise attese nel pubblico: pensiamo, ad esempio, al varietà del sabato sera, dove, ormai, lo spazio televisivo sembra pietrificato nell'offrire, praticamente da sempre, il grande varietà al sabato; rispettando a pieno le aspettative del pubblico. Ma questi spazi codificati sembrano sempre più delle isole nella neotelevisione.
La tv del "dì di festa" dell'appuntamento stabilito, delle occasioni uniche di fruizione, appartiene alla maniera paleotelevisiva di programmare. Oggi, la neotelevisione si è caratterizzata per ignorare sempre più l'appuntamento fisso in favore di un palinsesto elastico che offra occasioni di informazione, intrattenimento, cultura a varie ore del giorno accompagnando le esigenze del telespettatore.
In sintesi potremmo dire che quello che nella tv del monopolio era chiamato genere e poteva essere ricondotto a precise categorie di programma (l'intrattenimento, l'informazione o la cultura) oggi è invece un entità dal carattere misto, composito. Il processo di proliferazione e rimescolamento dei generi è ravvisabile in tutti i linguaggi televisivi. L'evoluzione del magazine può essere un esempio di questo fenomeno. Questo linguaggio, nato nell'alveo dell'informazione, ha sempre recato in sè caratteristiche che facevano intravedere una compromissione con l'intrattenimento. A partire da RT tutti i rotocalchi hanno cavalcato l'anima spettacolare dell'informazione. Anche non facendo dello spettacolo hanno scoperto tramite il taglio, il trattamento o semplicemente l'agenda che ci sono molti modi di attirare l'attenzione della gente e molte maniere di trattare l'informazione.
I programmi con struttura a mosaico (Tam Tam, Gulliver, TG l'una Dossier, Speciale TGI), si configurano come assemblaggi di parti, formule, generi e sottogeneri, mentre pratiche televisive diverse tra loro come servizi, filmati, documentari, materiali di repertorio, flash, dibattiti, interviste vengono confezionate secondo varie formule.
La tendenza a modificare i generi riducendone la rigidità di confini è ampia, ma non significa una loro scomparsa, piuttosto una ridefinizione sfumata, un rimescolamento che fa acquisire autonomia alla maniera televisiva di esprimersi attraverso i suoi linguaggi.

1. Ryan M.L. On The Why, What And How Of Generic Tassonomy, Poetics, vo1.10 2/3.
2. Roberto Grandi, Mass Media Fra Testo E Contesto, 1992, pg. 69
3. Roberto Grandi. "Gli emittenti nella produzione di testi di genere, da un lato, attivano delle strategie di marcatura dei programmi che creano attese nei telespettatori e segnalano modalità di lettura, dall'altro, rispondono alle esigenze delle scansioni del tempo televisivo rispetto al quale differenziare dei testi per genere è importante. Ciò non sminuisce, anzi rafforza la rilevanza della collocazione temporale come forte indicazione di genere". op. cit,pg. 144
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Glossario
VARIETA' - Il varietà è uno dei tre macrogeneri televisivi, caratterizzato dalla leggerezza degli argomenti, musica, balletti, ospiti.
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