torna alla scelta lezione indietro avanti
COMPONENTI DI UN PROGRAMMA DI INTRATTENIMENTO
Per programmi di intrattenimento si intende I'insieme di programmi d'evasione genericamente, individuabili con il varietà, il quiz, i cartoni animati e la fiction. L'intrattenimento sta divenendo un macrogenere che ingloba tutti gli altri a partire proprio da quelli considerati più seri, come l'informazione (infotainment).
Proprio per la diffusa contaminazione tra i generi, per definire un programma, acquistano importanza una serie di elementi interni. Questi elementi comunicano al pubblico l'appartenenza ad un determinato genere e stanno alla base del lavoro dei produttori di testi televisivi. Ci sono delle aspettative sedimentate nel pubblico che ormai conosce i fondamentali elementi di comunicazione del mezzo televisivo.
Il palinsesto televisivo è un omologo del tempo della vita dei suoi spettatori e ne sottolinea i vari momenti enfatizzando la capacita segnica delle ore del giorno. In televisione, trasmettere un programma sempre nelle stessa fascia oraria crea un aspettativa di genere nel pubblico. L'esempio più lampante è quello del telegiornale o del varietà del sabato sera, che pur nell'evoluzione delle formule e dei protagonisti rimane un appuntamento immutato con l'intrattenimento tv. Quindi, anche la collocazione in palinsesto può essere un segno dell'appartenenza ad un determinato genere. Come il tempo, anche lo spazio è semiotizzato e viene percepito come adeguato o meno a determinate interazioni. Le proprietà comunicative degli spazi televisivi sono sottolineate e focalizzate, in particolar modo, dalle inquadrature  e quindi dal linguaggio della regia.
Spesso i programmi di intrattenimento hanno nei loro studi elementi che tradizionalmente si inquadrano in contesti di intrattenimento, la tenda del teatro, la passerella del cabaret, le poltrone del salotto: tutto nello studio televisivo ha una sua ragion d'essere e rimanda ad un preciso contesto comunicativo. Anche la presenza del pubblico che applaude non è niente altro che un simulacro del pubblico a casa.
Un segnale molto comunicativo è la sigla che, se da una parte, funziona da demarcazione all'interno del palinsesto, dall'altra va considerata, dal punto di vista del linguaggio, come un concentrato di elementi significativi dell'appartenenza ad un genere quasi autosufficienti dal punto di vista della compiutezza di significazione.
Altra componente chiave dell'intrattenimento è sicuramente la presenza o meno di figure che abbiano un chiaro e rinomato ruolo comico. La presenza di comici o di una conduzione particolarmente brillante ci inserisce immediatamente in un contesto di intrattenimento.
L'aspetto tematico è un altro fattore di riconoscimento del genere: nel caso dell'intrattenimento, è plausibile presumere la scarsa presenza se non la totale assenza di temi riguardanti la religione, la morale, l'economia, la società contemporanea, i valori politico-sociali, il potere, la violenza e la guerra la giustizia, l'amicizia. La mancanza di problematicità che si intende proporre al pubblico, meglio si adatta a tematiche meno impegnate o ad una loro trattazione piuttosto scanzonata.
L'intrattenimento nei programmi che puntano principalmente a divertire è basato principalmente sulle scenografie, i costumi, gli ospiti, tutti orientati a tenere desta l'attenzione dello spettatore riducendo la fatica mentale che deve fare per seguire lo show. La struttura generale della trasmissione può essere un altro elemento significante. Le trasmissioni si compongono di una serie di unità definite e circoscritte e, nel varietà, ad esempio, c'è "una successione ritmicamente composita di parti recitate, parti cantate, di interventi musicali, di interventi coreografici,..." (G. Bettetini La Regia Televisiva, La Scuola,1965). La componente spettacolare nei programmi d'intrattenimento è di fondamentale importanza, come lo è la popolarità degli interpreti, il ritmo della trasmissione che deve essere sostenuto se non addirittura incalzante. 

Pippo Franco conduce Festa di Classe, in onda su Rai Due dal 1999
Per tutta la Vita: varietà, su Rai Uno dal 1998
Raffaella Carrà conduttrice tv
Glossario
FASCIA ORARIA - La fascia oraria rappresenta l'unità temporale della programmazione televisiva quotidiana. La principali fasce orarie sono tre: day-time (dalla mattina fino alle 18), prime-time (la fascia di massimo ascolto di prima serata, dalle 20.30 22.30) e la night-time (la fascia notturna). La logica alla base della programmazione a fasce, introdotta dai network statunitensi negli anni Cinquanta e Sessanta, è quella di fare in modo che gli spettatori a cui sono destinati i programmi (target) possano effettivamente "consumare" i programmi.
indietro avanti