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SCHEGGE DI TELEVISIONE - FRAMMENTO
Schegge è il nome che Ghezzi diede ai pezzi di vecchia tv che irrompevano nel palinsesto di Raitre senza i riti dell'annuncio e della sigla, con l'irruenza dello spot.
Le schegge sono diventate una vera e propria filosofia dell'era neotelevisiva, si sono moltiplicate e sono apparse in tutti i palinsesti a far da collante da una trasmissione all'altra, a rispondere alle esigenze di un pubblico sempre più frenetico nella sua corsa al cambio di canale e alla ricerca di programmi in pillole, di soli pochissimi minuti, che ci informano, o semplicemente ci trattengono sullo stesso canale.
Dalle Pillole di Quark, molti programmi hanno scelto la formula pillola: si sono contratti in termini temporali fino ad avere una durata di 5 o 8 minuti, come La Cartolina di Andrea Barbato, Il fatto di Enzo Biagi o Radio Londra di Giuliano Ferrara. Le schegge colmano i vuoti del flusso televisivo che non possono ne devono esistere.
L'intervallo della paleotelevisione era un tempo "vuoto" nell'attesa del "pieno" del programma. Proprio perché era una finestra di passaggio fra i programmi non era fatto per calamitare l'attenzione, mentre la scheggia neotelevisiva è spesso più calamitante del programma.


Piero Angela inaugura dal 1981 la divulgazione scientifica in tv
Enrico Ghezzi, autore di Blob (Rai Tre)
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