Nella logica di costruzione del palinsesto si tiene in considerazione una variabile fondamentale rappresentata dalla concorrenza con l'offerta televisiva di altre reti. Lo studio della collocazione "strategica" dei programmi può considerarsi una delle caratteristiche che più fortemente hanno marcato la neotelevisione. L'impresa televisiva ha a disposizione principalmente due strategie di programmazione:
competitive-programming, la strategia che consiste nel collocare nelle stesse fasce orarie della concorrenza la stessa tipologia di programmi;
counter-programming consiste al contrario nell'offrire nelle stesse fasce orarie una programmazione diversa.
Nel primo caso, si tende all'omogeneizzazione dell'offerta televisiva, in quanto si offre lo stesso prodotto allo stesso tipo di pubblico. Nel secondo caso, si offre al pubblico - non interessato all'offerta della concorrenza un prodotto diverso, aumentando le possibilità di scelta. Il termine counter-programming, tradotto "controprogrammazione, non sempre ha nell'uso che ne fanno i programmatori...il preciso significato del termine americano da cui è mutuato (quello cioè di un modo di programmare che mira a raggiungere un pubblico non interessato al programma della concorrenza), anzi esso viene adottato nell'accezione opposta, indicando il modo di programmare mirato ad erodere lo stesso pubblico della concorrenza" (Nora Rizza, Costruire Palinsesti, Modalità Logiche e Stili della Programmazione Televisiva, 1989, pg.85). Solo quando si ha un programma forte, noto e consolidato si può ignorare la programmazione avversaria e decidere in indipendenza la collocazione in palinsesto. Questa tecnica non partorisce solo cloni nel palinsesto: dalla controprogrammazione sono nate anche formule originali che invece di basarsi sull'omologazione hanno giocato a fare la differenza. Ci sono generi più controprogrammabili di altri: la fiction si presta molto a questo tipo di pratica mentre è molto difficile farlo con un evento sportivo. Tuttavia questa pratica tende ad omogeneizzare l'offerta televisiva appiattendo l'identità editoriale delle reti, ed è il peggiore nemico dell'innovazione e della sperimentazione. L'applicazione di strategie di programmazione non aveva, come è chiaro, nessun senso in regime di monopolio. Il primo esempio di un certo tipo di controprogrammazione si ebbe nel 1955, ma fu esterno alla televisione. Fu dovuto al successo eclatante di Lascia o Raddoppia al sabato sera. Il programma condotto da Mike Bongiorno riusciva a catalizzare l'attenzione degli Italiani tanto da costringere gli esercenti dei cinema e dei teatri a cambiare l'orario degli spettacoli o collegarsi con la Rai al momento della messa in onda. Tali furono le pressioni che la Rai spostò il programma al giovedì, incrementandone ancora gli ascolti.
Il 26 nov. 1955 debutta Lascia o Raddoppia di Mike Buongiorno
FASCIA ORARIA - La fascia oraria rappresenta l'unità temporale della programmazione televisiva quotidiana. La principali fasce orarie sono tre: day-time (dalla mattina fino alle 18), prime-time (la fascia di massimo ascolto di prima serata, dalle 20.30 22.30) e la night-time (la fascia notturna). La logica alla base della programmazione a fasce, introdotta dai network statunitensi negli anni Cinquanta e Sessanta, è quella di fare in modo che gli spettatori a cui sono destinati i programmi (target) possano effettivamente "consumare" i programmi.