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LA TERZA RETE DI GUGLIELMI
Nel 1987,  Raitre venne affidata ad Angelo Guglielmi, conosciuto in ambito letterario come critico, fino al 1994. Nata per attuare il decentramento e contrastare l'emittenza locale, la terza rete però era poco seguita.
Guglielmi si rese conto di non riconoscersi in nessuna delle tv esistenti e, soprattutto, di non avere i budget delle altre reti, ma di essere d'accordo con il concetto di palinsesto come un flusso non frammentato che riflette il ritmo della vita quotidiana. Per passare dal concetto di ordine a quello di flusso il palinsesto lo affidò ad Enrico Ghezzi.
Raitre puntò dritto verso la strada dell'innovazione senza rinunciare agli ascolti, anzi cercando di incrementare il proprio share. Data la matrice culturale di Guglielmi, le aspettative sul rinnovamento della rete si orientarono verso un tipo di televisione di cultura. In realtà, tale rinnovamento avvenne attraverso una grande spettacolarizzazione della realtà. Nacquero sotto questa gestione Telefono Giallo, Linea Rovente e Và Pensiero, Io Confesso, Un giorno in Pretura, Chi l'ha Visto?, Duello, Camice Bianco, Samarcanda.
Ognuno di questi programmi ha segnato un passo avanti per la neotelevisione e ha creato, alla sua maniera, un filone, arrivato fino ai nostri giorni, la cosiddetta tv verità che dovrebbe, almeno nelle intenzioni, occuparsi di fatti reali, talvolta cercare di modificarli, offrendo al pubblico una sorta di servizio.
Telefono Giallo (1987), ad esempio, ricostruiva attraverso il suo narratore-conduttore Corrado Augias, fatti di cronaca nera. La trasmissione era un format tedesco, ma piuttosto nuova per le telecamere italiane. Nella prima parte si ricostruiva il caso, nella seconda parte si avviava il dibattito con testimonianze e ospiti e si ricevevano le telefonate dei telespettatori che pensavano di contribuire alla risoluzione del caso.  Sul "caso Ustica", un aviere il cui maresciallo aveva ordinato di dimenticare le tracce radar dell'incidente, raccontò il fatto. Anche se rimase anonimo gettò un sasso nello stagno e fece di Ustica un caso nazionale con conseguenze giudiziarie.
Anche Linea Rovente (1987) segnò un passo verso l'innovazione. Era una trasmissione preserale in cui Giuliano Ferrara, seduto su di un bancone da tribunale, tutto stucchi e colonnine, faceva ogni sera il processo a qualche personaggio con il telefono aperto al pubblico. Il telefono, già usato in televisione sia da Arbore che dalla Carrà, cominciava ad assumere un potere di contestazione così forte che il pubblico poteva entrare nel programma e replicare alla televisione. Raitre aveva inaugurato un nuovo  rapporto con il pubblico, un  vero e proprio tu per tu con la gente.
Successivamente, fu prodotto Un giorno in Pretura (1988) e poi Chi l'ha visto? (1989), ambedue dei reality show, trend televisivo già esistente all'estero, molto seguiti e anche criticati per cinismo e violazione della privacy.
I programmi-verità cominciarono ad usare, per narrare le storie, delle minifiction, segno che ormai la commistione dei generi era un elemento fondante del fare televisione, anzi questi complicavano ancora di più le cose utilizzando per le ricostruzioni  a volte degli attori o gli stessi protagonisti.
Guglielmi ha avuto il merito di teorizzare che "La televisione è un linguaggio. Se si adopera la televisione come una  sala cinematografica o, come si faceva una volta, per trasmettere del teatro di prosa, diciamo che si usa la televisione in un modo non del tutto proprio. In ogni caso, non si usa il linguaggio televisivo, ma si usa la televisione come contenitore di linguaggi altri" (da A. Grasso ETG Enciclopedia della Televisione, Garzanti, 1996).

Samarcanda: M. Santoro
Telefono Giallo: C. Augias
Chi l'ha visto?: D. Raffai
Glossario
REALITY SHOW - Il reality show è il filone di trasmissioni televisive che prendono spunto dalla realtà rappresentandola in maniera giornalistica e spettacolare: ad esempio, i processi  trasmessi in televisione (Un Giorno in Pretura, Ultimo Minuto, Real Tv).
SHARE - La share è la quota percentuale di pubblico che si è sintonizzata su un determinato programma, rispetto totale del pubblico presente davanti al televisore nello stesso intervallo di tempo considerato. E' evidente quindi che i dati di share vanno sempre letti e valutati in relazione alle diverse fasce orarie del giorno a cui si riferiscono: uno share del 20% nel prime time ha un significato diverso da un analogo 20% ottenuto alle 10 del mattino, a secondo dell'entità del bacino d'ascolto.
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