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LE TELEVISIONI COMMERCIALI
La televisione commerciale, a differenza del servizio pubblico, finanziato dal canone, si nutre del finanziamento privato delle aziende attraverso le inserzioni pubblicitarie.
La televisione commerciale nasce in Italia negli anni Settanta in maniera impetuosa e disordinata, in seguito all'adozione di una politica di liberalizzazione nel settore televisivo.
"Le reti nazionali private hanno abilmente usato gli spazi orari mal sfruttati dalla Rai, oltre ad essere avvantaggiati dalla mancanza del tetto monetario e dagli altri vincoli di politica commerciale imposti al servizio pubblico" (cfr. Mauro Miccio e Marco Mele Le Televisioni del Futuro, 1995, p. 25).
Le tv commerciali hanno trovato nei prodotti seriali, in particolare statunitensi, una soluzione di sicuro successo per coprire il numero di ore di programmazione giornaliera. L'esperienza americana insegnava loro quanto i prodotti seriali creassero un saldo rapporto con il pubblico. Caso emblematico sono le soap opera: nate a scopi esclusivamente commerciali, le soap devono la loro creazione per iniziativa delle case produttrici di saponi e detersivi da cui il termine soap opera, letteralmente "opera di sapone" che vollero sperimentare una nuova forma di intrattenimento, in grado di attirare i consumatori dei prodotti reclamizzati.
Attraverso l'uso del palinsesto, con appuntamenti orizzontali e quotidiani (le strisce) e con l'avvento della serialità d'importazione, il pubblico viene abituato all'incontro con lo stesso programma, tutti i giorni. La politica di palinsesto, insieme a nuove, aggressive formule di vendita degli spazi pubblicitari, diviene l'elemento determinante per il successo delle reti private. L'esempio più noto è Dallas, che programmato come un telefilm qualsiasi dalla Rai, fu ripreso da Fininvest che ne fece l'appuntamento di prima serata su Canale 5. Inserito il martedì, contro una programmazione Rai non molto significativa e richiamato il giovedì contro il varietà, la Fininvest riuscì a rubare fette di pubblico che non volevano privarsi del secondo appuntamento.
Diversamente dal sistema pubblico, il prodotto delle televisioni commerciali non è il palinsesto, ma il pubblico di telespettatori da "vendere" agli inserzionisti pubblicitari. Di conseguenza, è diventato sempre più necessario organizzare la programmazione in modo tale da poter segmentare il pubblico in diverse tipologie, a cui adeguare l'offerta dei programmi: in tal modo, gli inserzionisti pubblicitari possono mirare meglio il target del messaggio pubblicitario.
Attraverso la misurazione degli ascolti, si verifica il numero effettivo di utenti che ha seguito il programma e, presumibilmente, anche la sponsorizzazione o pubblicità che vi è stata inserita.
Attraverso la sponsorizzazione, la concessionaria di pubblicità funge in sostanza da committente della rete alle quali commissiona una certa quantità di audience. Tale quantità è stata già venduta agli inserzionisti sulla base di una audience presunta che un dato programma avrebbe dovuto fare: risulta evidente perché gli ascolti sono divenuti una delle principali preoccupazioni dei responsabili di rete e, con loro, di tutti quanti lavorano in televisione.

Dallas (1981): il primo serial d'importazione
Glossario
FASCIA ORARIA - La fascia oraria rappresenta l'unità temporale della programmazione televisiva quotidiana. La principali fasce orarie sono tre: day-time (dalla mattina fino alle 18), prime-time (la fascia di massimo ascolto di prima serata, dalle 20.30 22.30) e la night-time (la fascia notturna). La logica alla base della programmazione a fasce, introdotta dai network statunitensi negli anni Cinquanta e Sessanta, è quella di fare in modo che gli spettatori a cui sono destinati i programmi (target) possano effettivamente "consumare" i programmi.
SERIALITA' - Con il termine serialià si intende la reiterazione dei programmi televisivi all'interno del palinsesto.
SPONSORIZZAZIONE - La sponsorizzazione è la forma di finanziamento delle emittenti televisive mediante gli investimenti degli inserzionisti che comprano spazi pubblicitari.
TARGET - Dall'inglese: "obiettivo". Segmento di pubblico con le stesse caratteristiche sociodemografiche cui si rivolge un programma televisivo.
La nascita delle TV Commerciali 1975
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