torna alla scelta lezione indietro avanti
LA TELEVISIONE PUBBLICA
Il modello di televisione pubblica è apparso per la prima volta in Gran Bretagna e in seguito in tutta Europa. L'intervento dello Stato nel settore televisivo si giustifica, da un punto di vista economico dalla scarsità di risorse private in grado di finanziare i programmi televisivi. Per questo motivo, il modello commerciale si è sviluppato solo successivamente in Italia, quando lo sviluppo economico ha reso possibile un intervento da parte dei privati attraverso il mercato pubblicitario.

In Italia, la televisione pubblica ha operato fino alla metà degli anni Settanta in un regime di monopolio, avvalendosi del finanziamento pubblico attraverso un canone di abbonamento pagato dai possessori di televisori.
Proprio perché finanziata dai cittadini, la televisione pubblica ha sempre cercato di perseguire l'obiettivo di "informare, educare e divertire" (il paradigma elaborato da John Reith della BBC) offrendo un palinsesto ampio e vario, basato sulla produzione di programmi.

I programmi del servizio pubblico devono rispecchiare l'intera popolazione nazionale, rispettando le minoranze linguistiche, politiche, religiose e sociali. Inoltre, è necessario garantire anche l'accesso al servizio da un punto di vista tecnico attraverso una distribuzione delle infrastrutture su tutto il territorio nazionale.

Sigla del primo Tg (1954)
Enzo Biagi
Paladini
Cronaca da un Tg dell'epoca
Glossario
Filmato: Teatro 10
MONOPOLIO Televisivo - Si parla di regime di monopolio quando esiste un unico operatore per un determinato servizio. Nel caso del marcato televisivo, il monopolio di Stato era stato affidato ad un'unica concessionaria del servizio televisivo (la RAI) fino al 1976 quando la Corte Costituzionale ha aperto la strada all'emittenza privata.
Filmato: Battisti
Filmato: il primo evento tv seguito a livello mondiale - lo sbarco sulla Luna
indietro avanti